domenica 18 febbraio 2007

I conflitti interiori... ed esteriori

INTEGRAZIONE ENERGETICA
la Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per "accedere alla pace interiore ed esteriore" - n.7 -
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Grazie amici,
l'entusiasmo che mi dimostrate per queste newsletter è commovente. Per me è un piacere comunicare i successi che ho ottenuto con questa tecnica, e sono certo che per voi sarà un piacere aiutare i vostri amici e conoscenti nel comunicare loro l'opportunità di poter usufruire dell'Integrazione Energetica per risolvere i loro piccoli o grandi problemi di vita. A volte il consiglio di un amico può fare miracoli.

Non esitate a comunicarmi le vostre impressioni,commenti, suggerimenti, bisogni e quant'altro vi faccia piacere sottopormi; insieme si cresce meglio ed io sono ben lieto di venirvi incontro e sostenervi. Mi sento di inviare un grande abbraccio a tutti quelli che già stanno andando in questa direzione e... (perchè no?) anche a quelli che lo vorranno fare in futuro.

Fatti questi doverosi ringraziamenti, continuiamo il discorso su quanto abbiamo intrapreso nella mail precedente: le cinque bestie nere che danneggiano il nostro sistema energetico. Oggi parleremo dei "conflitti" interiori ed esteriori.

Potremmo dire che i conflitti sono il male dell'umanità. Se guardiamo a quante guerre sono presenti sul pianeta in questo periodo, potremmo dire che il conflitto è all'ordine del giorno. Inoltre i conflitti sono presenti anche nelle nostre vite quotidiane; a volte fanno notizia sui giornali ed ai telegiornali quando sono clamorosi, ma di certo condizionano la nostra esistenza.

Quando siamo in presenza di un conflitto? Quando una persona si contende con un'altra un oggetto, un'idea, un comportamento o quant'altro e tutti e due sono convinti di avere ragione per dei buoni motivi (giusti od ingiusti). C'è sempre un buon motivo alla base di un conflitto. Ciò presupporrebbe che ognuno dei due abbia perfettamente ragione. Se così fosse, il mondo dovrebbe essere un conflitto continuo, perenne e sistematico, dalla nostra piccola realtà quotidiana fino a realtà più grandi, quale quella nazionale ed internazionale. Per buona fortuna non è proprio così, altrimenti vivremmo in un vero inferno.

C'è un qualcosa che vale la pena di considerare: il punto di vista. Nei conflitti si è saldamente ancorati al proprio punto di vista, senza la capacità e/o la volontà di "considerare" la prospettiva dell'altra persona. A volte ci manca la capacità/volontà di calarci nei panni degli altri e capire che se fossimo al loro posto forse faremmo le stesse cose o le stesse richieste. Difficilmente consideriamo la possibilità che si possa trovare un modo per soddisfare le due esigenze allo stesso tempo. Mi rendo conto che è un discorso che andrebbe approfondito e non è possibile affrontarlo in poche righe....

E sul piano strettamente personale? Abbiamo un conflitto interiore quando due o più parti di noi ci spingono a fare/dire/comportarci in un modo differente o addirittura opposto a ciò che vorremmo, o meglio, una parte di noi vorrebbe una determinata cosa mentre un'altra si oppone all'avvenimento o anche ne vorrebbe un'altra. Ciò ci produce molta sofferenza ed è la causa di molti dei nostri fallimenti e frustrazioni.

Facciamo qualche esempio:

- Mi piacerebbe tanto andare in vacanza ai Caraibi ma... ho paura dell'aereo.

- Vorrei iscrivermi all'università ma... temo di essere inadeguata per lo studio.

- Sento il bisogno di avere una nuova storia d'amore ma... ho già avuto molte delusioni.

Quante volte abbiamo sentito dire da altri frasi come queste? E quante volte tutto ciò è capitato a noi? Sono certo che a tutti sia successo almeno una volta in qualche ambito della propria vita o in un certo periodo della propria esistenza. I conflitti interiori sono molto più comuni di quanto si pensi. Solo li si dà un pò per scontati.

Il conflitto, nella migliore delle ipotesi, produce una condizione di stallo, di nulla di fatto, di paralisi, mentre in altri casi (soprattutto se interessa gli ambiti dei bisogni primari come il cibo, le relazioni affettive e sessuali, l'espressione delle proprie capacità o tendenze ecc.) produce sofferenze a catena, con l'impressione di non poter mai uscire da quella condizione dolorosa e frustrante. Per quanto noi cerchiamo di darci da fare per cambiare la situazione, per quanto cerchiamo nuove opportunità per realizzare ciò che ci sta a cuore, il risultato non cambia: il fallimento arriva puntuale o tuttalpiù arrivano risultati molto molto scarsi.

Il nostro fallimento arriva direttamente dall'interno, in quanto la nostra energia non viene utilizzata totalmente per raggiungere l'obiettivo desiderato ma rimane congestionata nel conflitto stesso.

Ok, per oggi terminiamo qui. Ora vi lascio all'abituale racconto.

Un abbraccio

Andrea

aparim10@yahoo.it


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*****Storie vere.
In questa sezione racconterò ad ogni newsletter un caso realmente accadutomi che si è risolto totalmente con l'impiego dell'Integrazione Energetica.
Ecco la storia di questo numero:

Martina venne da me perchè negli ultimi tempi era sempre in ansia, agitata e soffriva di insonnia. Per questo si sentiva stanca ed affaticata e le giornate passavano pesantemente, con molta fatica. Inoltre il suo collo le faceva spesso male. Non era una persona di molte parole e dopo aver raccolto le necessarie informazioni iniziai a praticarle la tecnica dell'Integrazione Energetica.

Dopo il primo giro di picchiettamenti, la prima cosa che mi disse fu che si sentiva rigida e molto controllata. Si sentiva molta tensione addosso, una tensione fastidiosa che produceva una sorta di autocontrollo un pò immobilizzante. Non c'erano reazioni emotive o pensieri particolari ma solo sensazioni fisiche.

Continuai ancora qualche volta con la procedura di Integrazione, finchè ad un tratto Martina ebbe una reazione particolare. Avvicinò le mani al volto come per nascondersi e poi le abbassò come per non farsi notare. Le chiesi cosa stesse accadendo e lei non rispose. Questa cosa si ripetè per alcune volte. Aspettai che i tempi fossero maturi e che Martina si decidesse a dire o a fare qualcosa. Sembrava in preda ad una qualche emozione che non voleva manifestarsi. Nel frattempo si contraeva e poi si distendeva, alzava la testa e la riabbassava; continuava così senza che nessuna parola uscisse dalla bocca. Il viso era un susseguirsi di espressioni sempre diverse e poco comprensibili.

Ad un certo punto Martina iniziò a piangere e dopo un pò a singhiozzare convulsamente. Da un punto di vista terapeutico tutto ciò era un bene, in quanto il pianto singhiozzante è espressione di energia che si smuove e si sblocca. In effetti, appena si fu un pò calmata, iniziò a parlare, anche se con molta vergogna; mi disse che da alcune settimane stava tradendo suo marito, in quanto aveva una relazione con un altro uomo. L'aveva conosciuto a casa di amici e lui si era dimostrato da subito molto attratto da lei, sebbene fosse anch'egli sposato. Ne era nata una relazione travolgente nei primi tempi e sarebbe continuata così se lei non avesse cominciato a rallentare i loro incontri. In lei cominciavano ad apparire sempre più spesso i sensi di colpa, anche se confessò che anche lei era molto attratta da lui.

Martina stava vivendo un conflitto che era anche accompagnato dai sensi di colpa per quanto stava succedendo. Una parte di lei amava suo marito, in quanto rappresentava il sogno della sua vita: il matrimonio, una casa, una vita indipendente dalla famiglia, un proprio mondo da condividere, la possibilità di avere dei figli ecc. Un'altra parte di lei era molto attratta da questa passione travolgente che la faceva sentire molto desiderata, al centro continuo dell'attenzione, giovane, attraente e dava una forte propulsione alle sue emozioni.

Continuò dicendo che anche con suo marito all'inizio era così, ma che poi con il tempo questo aspetto aveva lasciato spazio ad un amore più tranquillo ma più coinvolgente su tanti altri piani. La sua parte passionale, nel tempo si era probabilmente sentita trascurata ed alla prima occasione buona era uscita allo scoperto.

Cominciammo a lavorare sui vari aspetti di tutta la vicenda e concludemmo la seduta con Martina che sembrava molto più distesa anche se dubbiosa su ciò che avrebbe potuto succedere nei giorni seguenti. La tranquillizzai, dicendogli che l'energia smossa va sempre a beneficio della persona e che sicuramente dentro di lei si sarebbero aperte le strade giuste, quelle strade che portano a trovare ciò che è più appropriato per la persona ed alla risoluzione del conflitto.

Nella seduta seguente Martina mi disse che il collo le aveva dato pochissimo fastidio in quei giorni ed il sonno era ritornato normale. Anche l'ansia era diminuita davvero molto. Continuammo a lavorare su alcuni residui emozionali rimasti ed alla fine le dissi che per me si poteva considerare conclusa la faccenda, ma che avrei atteso sue notizie tra una quindicina di giorni.

Puntualmente, dopo quindici giorni Martina mi telefonò e mi dimostrò la sua contentezza in quanto..."ho fatto imparare a mio marito ad essere di nuovo passionale. Siamo tutti e due molto felici". L'amante non l'aveva più rivisto, per volere di lei e con sommo dispiacere di lui.

Ora Martina ha cambiato città ed ha seguito il marito, che ha assunto nuovi incarichi di lavoro.
A Natale mi manda sempre gli auguri ed ancora "sentiti ringraziamenti".














***** Ti auguro di risvegliare quella pace interiore che è il preludio della propria creatività *****

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