venerdì 14 dicembre 2012

Buon Natale e Felice Anno Nuovo
















Sia il tuo cuore una grotta di accoglienza
Sia il tuo amore lo Spirito del Natale
Sia il tuo buon pensiero la stella cometa
Sii il sorriso che vorresti ricevere
Sii la gioia che vorresti nel mondo.
Possa tu essere felice.

Buon Natale e Buon Anno 2013

lunedì 29 ottobre 2012

La programmazione dell'individuo











La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per "trasformare i programmi interiori" - n. 50
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Carissima/o,

qualche sera fa, durante una conversazione con amici, mi è venuto in mente che abbiamo sempre parlato di modelli, valori, programmi, convinzioni ecc, ma da dove vengono le programmazioni? Come si formano? Ma è proprio vero che siamo programmati? Ebbene, la risposta è Si e ora ti do ulteriori spiegazioni.

Dentro di noi sono esistenti diversi tipi di programmazione. Il primo è relativo alla nostra venuta in questo mondo. La nostra esistenza personale in questo mondo, è frutto di una programmazione, di un progetto. Nostro padre e nostra madre, mescolando i propri semi, hanno dato vita ad un nuovo progetto, ed il risultato siamo noi. La nostra esistenza è frutto del programma esistente nelle nostre cellule, nel nostro DNA. Alcuni programmi riguardano le nostre caratteristiche fisiche (avremo i capelli neri, gli occhi verdi, avremo una statura media ecc.), altre riguardano caratteristiche più emotive-mentali, e sono predisposizioni caratteriali che ereditiamo dai nostri antenati.

Un secondo tipo di programmi, cominciamo a costruirli noi, ancora prima della nascita, quando siamo nel grembo materno. Una volta concepiti, rimaniamo nella pancia della mamma per nove mesi, e qui raccogliamo tutta una serie di “impressioni” che formeranno i nostri primi programmi di vita. A seconda di come e cosa  vivremo in quei nove mesi, il nostro inconscio registrerà una serie di informazioni che diverranno automatiche, e ci influenzeranno nel corso della nostra vita. I nostri genitori ci hanno desiderati o no? Siamo arrivati per caso e abbiamo trovato un ambiente ostile o favorevole? Abbiamo trascorso quel tempo in serenità o nostra madre era continuamente preoccupata o affaccendata in mille attività? Tutto questo ed altro influenzerà la nostra vita.
 

Poi viene il giorno della nascita, il giorno in cui cambiamo mondo; da un ambiente acqueo, caldo, protetto e nutrito, passiamo ad un mondo di aria, dove dobbiamo imparare a respirare ed il cibo non ce l’abbiamo in automatico come nella pancia di nostra madre, ma lo dobbiamo assumere dall’esterno.
Il momento della nostra nascita è un momento particolare, che di solito è carico di emozioni, sia per la madre che per noi e le impressioni che abbiamo in quei momenti, vengono di nuovo registrate nel nostro inconscio. Siamo nati in modo spontaneo? A casa nostra o in ospedale? Abbiamo subito un parto pilotato? Nati con il taglio cesareo? Con il forcipe? E com’era l’ambiente che abbiamo trovato all’esterno: era tranquillo o c’era un sacco di agitazione? Tutto ciò forma dei programmi in noi, degli imprinting.

Una volta nati, siamo alle prese con molti aspetti. Abbiamo bisogno di soddisfare i bisogni primari: respirare, mangiare, bere, dormire, scaricarsi. Vengono tutti soddisfatti? O qualcuno di questi presenta problemi? Ecco nuovi programmi che si creano. Un altro aspetto è quello relazionale: come si comportano i miei genitori con me? Sono amorevoli, disinteressati, ostili, non ci sono? Com’è il latte della mamma? E come ci adattiamo alle prime pappe un po’ più solide? Tutto questo crea impressioni e programmi.

Arriva in seguito il periodo in cui si conquista la propria autonomia: cominciamo a camminare! Wooowww, adesso si che il mondo diventa più interessante ! ! !
Che cosa succede in quei periodi? Vengo aiutato ed agevolato? Vengo lasciato a me stesso? Vengo continuamente sgridato ad ogni cosa che tocco e che sperimento? Vengo continuamente seguito e pilotato senza che mi si lasci spazio per esplorare il nuovo mondo?

Più tardi ancora, verrà il tempo della scuola materna, dell’asilo e qui dovrò sperimentare la separazione dai genitori e le prime relazioni al di fuori della famiglia. Altri programmi di comportamento verranno registrati per agevolarci nella crescita. A sei anni, arriverà il tempo della scuola e qui comincerò a fare l’esperienza della razionalità. Finora il mondo è andato in automatico, ed ora è il momento che si comincia ad imparare a prendere decisioni ed a collezionare informazioni che più o meno ci possono servire per vivere nella società.

Un altro passo importante, è il momento della pubertà. Qui avviene una esperienza del tutto nuova: lo sviluppo degli organi genitali e della sessualità.
A breve potrò procreare e mettere al mondo un altro/a come me. Ma non è così semplice: devo trovare la persona che possa essere adatta a me. Come vivo queste trasformazioni psicofisiche? Come mi pongo nelle prime relazioni affettive e sessuali? Come influisce su di me l’ambiente umano circostante in relazione a questo mio nuovo elemento? Cosa sento dentro di me e come riesco ad esprimerlo all’esterno? Nuovi programmi si formano a seconda delle impressioni che vivo nella mia quotidianità oltre alle convinzioni che costruiamo.

Più avanti dovrò affrontare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, cioè diventare autonomo in tutto e per tutto. In seguito ci sarà il matrimonio o la convivenza con una donna/uomo e la relazione potrebbe generare altri tipi di programmi e convinzioni.

Giorno per giorno, arriviamo al momento in cui siamo più maturi e cominciamo a capirci meglio ed a percepire il nostro mondo interno e quello esterno. Ad un
certo punto, cominceremo a fare il punto della situazione e scopriremo che ci sono alcune cose di noi e del nostro mondo che ci piacciono molto ed altre che non ci piacciono affatto, alcune cose che ci vanno bene ed altre proprio no.     
A questo punto, ci verrà voglia di migliorare il nostro mondo, di cambiare tutto ciò che non ci piace e non ci va bene. Un po’ di cose riusciremo anche a cambiarle in meglio ed altre invece ci sarà difficile o impossibile cambiarle, malgrado tutti i nostri sforzi ed il nostro impegno.

E’ la nostra programmazione interiore, che ci permette o no di generare cambiamenti. E’ tutto il pacco di informazioni che abbiamo raccolto durante la nostra vita, nei momenti di importanti avvenimenti (ed anche in ciò che ho vissuto tra un avvenimento e l’altro) che determina il nostro vivere di oggi.
In altre parole, i programmi passati determinano il nostro vivere nel presente.
L’ambiente, le relazioni, le nostre impressioni creano convinzioni, emozioni, abitudini, conflitti, traumi ed altro, concorrendo a creare programmi e modelli di comportamento, che non sempre sono buoni ed utili per noi, quando non sono addirittura negativi. 


Una buona notizia è che i programmi possono essere cambiati anche se non tutti. Gli unici che al momento non sono trasformabili (ma forse in futuro si) sono quelli relativi ad una parte di genetica, quella relativa alle caratteristiche corporee. Tutto il resto può essere modificato e cambiato.
E’ così facile? Normalmente non tanto, ma con l’Integrazione Energetica lo è molto, molto di più.

Se dovessi cambiare casa, è molto probabile che potrei farlo da solo/a senza particolari problemi, eccetto il trambusto che può creare una situazione simile.
Già, ma come sarebbe se fossi particolarmente affezionato a quella casa, ma il vivere lì dentro mi costa un patrimonio ed inoltre ho dei vicini che non mi fanno dormire la notte e che mi minacciano ogni volta che li incontro? Vivrei un forte conflitto e non è certo che riuscirei a superarlo e a cambiare casa facilmente.

Le informazioni codificate dentro la nostra mente, creano la nostra realtà esterna
e se qualcuna di queste informazioni ci è dannosa, possiamo trasformarla positivamente e facilmente con le tecniche di Integrazione Energetica. Sappiamo oramai, l’ho detto tante volte qui, che ogni nostro modello di comportamento, convinzione, abitudine ecc. è sostenuto dentro di noi da una struttura energetica e nel nostro cervello da una struttura di neuroni.

Con queste preziose tecniche si va a lavorare facilmente sulla radice di queste strutture, che una volta sciolte, creano un nuovo equilibrio spontaneo ed il nuovo comportamento sarà il migliore per noi, nelle modalità più consone a noi. Tutto avviene per il nostro bene ed in sintonia con il nostro modo di essere. La via scelta è quella di lavorare sul piano energetico ed in questo modo i cambiamenti avvengono con facilità, in quanto si lavora esattamente sullo stesso piano in cui si sono formati gli squilibri.


L’Integrazione Energetica è davvero un prezioso strumento moderno, che generando trasformazioni dentro di noi,  può portarci in direzione della nostra felicità e soddisfazione nella vita. Quando manteniamo il sistema energetico in equilibrio, la salute fisica, emotiva e mentale si manifestano con facilità e la nostra vita è felice.
Alla prossima… con l’augurio che tu possa essere felice :-)

Un abbraccio

Andrea


giovedì 30 agosto 2012

Specchi...della realtà interiore


La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli
per
uscire da visioni deformanti” - n.49 -

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Carissima/o,

ma secondo te, come sarà realmente il bambino che appare nella foto qui sopra? Sarà ciccione, magro magro, nano o a onde?? Probabilmente in nessuna di queste forme, essendo comprensibile che siamo di fronte a specchi deformanti.

Molto facilmente sarà un bel bambino di normale costituzione. Già, ma che immagine potrebbe avere di sé se avesse a disposizione solo specchi deformanti?

E’ molto probabile che potrebbe avere delle crisi di identità, non riuscendo mai a riconoscere la propria forma e dimensione.

Pensare in questi termini è un po’ angosciante, se ci immedesimiamo in una realtà del genere, non è vero? Non conoscere la propria identità è sconvolgente.

Ma anche aver costruito un’identità è sconvolgente e tra poco scoprirai perché.

Lo sapevi che gli specchi deformanti li abbiamo anche dentro di noi? Sì, è proprio così, anche se non ce ne siamo mai accorti veramente. Tutte le esperienze che viviamo nella nostra vita, ci formano dei concetti, delle idee che ci convincono che la realtà sia in un certo modo o che sia solo in quel modo.

Quindi, tra tutte le possibilità che abbiamo a disposizione, ne scegliamo solo alcune e ci convinciamo che la vita sia solo in quel modo.

Queste convinzioni, valori ed altro sono in sostanza i nostri filtri, quell’attrezzatura interiore che utilizziamo per filtrare la realtà esterna. I nostri filtri ci fanno vedere la realtà esterna solo in quel certo modo che è conforme alle nostre convinzioni e valori.

Detto così sembra un po’ difficile, ma prova ad immaginare di indossare un paio di occhiali di un certo colore e guardare il mondo esterno. Vedrai ogni cosa dipinta di quel colore, non è vero? Questi sono gli specchi deformanti.

Che cos’è in realtà la nostra identità? La nostra identità è fatta di tutti i valori e convinzioni che ci siamo costruiti strada facendo, e dai comportamenti che mettiamo in atto basandoci su di essi. Ora ti rivelerò un concetto davvero importante: la nostra identità viene costruita SEPARANDO. Dalla nostra nascita in poi, continuiamo a separare aspetti di noi: io sono così e non così, io sono questo e non quest’altro, mi piace questo e non quello. Che cosa facciamo in realtà? Alcuni concetti della vita li teniamo per buoni ed altri li scartiamo, così scarta oggi, scarta domani, cominciamo a prendere forma, una certa forma, quella della nostra identità.

A questo punto forse ti chiederai perché prima ho detto che anche avere un’identità è sconvolgente. Ebbene, ho detto così perché avere un’identità significa aver scartato un sacco di cose, un sacco di possibilità che facevano parte del nostro bagaglio ed ora non abbiamo più. E’ un po’ come se dal nostro corpo, cominciassimo via via a togliere dei pezzi: via il dito mignolo destro, via il gomito sinistro, via il naso, via un occhio (tanto ne ho due), via un piede ecc. ecc. Ti immagini che piccoli mostri saremmo?? Ma il punto non è la questione estetica, il punto è la funzionalità: con un corpo del genere potremmo fare molte meno cose che con un corpo completo, che ha tutte le sue parti al giusto posto. L’identità non fa altro che togliere pezzi e noi abbiamo bisogno di avere molte potenzialità per vivere bene. Ecco perché per vivere meglio dobbiamo cominciare ad espandere le nostre possibilità e capacità, a riappropriarci delle nostre abilità e con l’Integrazione Energetica ci viene proprio facile.

Ed ora, capiti questi concetti, ti stupirò con gli effetti speciali, con una frase pirotecnica, spettacolare, sorprendente, ai limiti della realtà ma mai così vera e reale. Quindi allacciati le cinture e tieniti forte. Sei pronta/o?

Ecco la frase: ”Il tuo mondo esteriore è lo specchio del tuo mondo interiore profondo” . E stavolta non sto parlando di specchi deformanti ma di uno specchio convenzionale.

Sei ancora viva/o? Sei già sotto shock o ancora non ti sei resa/o conto del valore di questa frase? Comunque, prova a rileggerla e prova a sentire cosa suscita dentro di te. Che pensieri, che sensazioni, che emozioni.

Adesso te la ridico in un altro modo: “Tutto ciò che stai vivendo nel tuo mondo, nella tua vita, è stato generato dal tuo mondo interiore”

Ti sconvolge questa cosa? Ti capisco pienamente: ha fatto lo stesso effetto anche a me parecchi anni fa, quando la mia terapista di Milano mi ripeteva per molte volte questa frase.

Io ascoltavo, in un certo senso capivo, ma solo perché capivo l’italiano :-) , ma la frase mi ruotava nella testa come un boomerang impazzito. “Ma com’ è possibile che questa cosa sia vera?” mi ripetevo in continuazione? Ma quindi la mia capufficio rompiballe, cosa c’entra con me?

E Lei rispondeva: “Te la sei attirata tu!”. “Ma io non la conoscevo prima”. “Non importa, l’hai attirata tu” mi ripeteva ad ogni mia obiezione. “E l’amico che si è comportato male con me settimana scorsa?”. “L’hai attirata tu quell’esperienza” ripeteva. “Ma santo cielo, com’è possibile che senza muovere un dito, senza fare una scelta cosciente, io riesca ad influenzare la mia vita, in questo caso negativamente?”. Lei molto serafica mi rispondeva: “Il nostro mondo visibile, esteriore, è governato dall’invisibile, il nostro mondo interiore”. Poi proseguiva più o meno così: “Le tue convinzioni, i tuoi valori, i tuoi modelli di comportamento ed altro ancora, creano degli agglomerati di energia, che essendo elettro-magnetica, diventano una calamita per un certo genere di esperienze, che a volte sono positive ed altre volte negative”.

Ad un certo punto mi sorgeva spontanea la domanda: “ E come si esce da questa situazione?” che a me sembrava di delirio. La sua risposta era: “Bisogna lavorare su di sè, trasformare quelle parti di noi che ci fanno soffrire di più, o che creano disarmonia nel nostro mondo”. Solo 15 anni dopo, cioè da quando ho iniziato ad addentrarmi profondamente nel mondo delle dinamiche della mente, ho capito che lei aveva perfettamente ragione, anzi, aveva già superato quel tipo di esperienza e proprio per questo mi spiegava così bene tutti questi concetti. Purtroppo, allora non esisteva ancora l’Integrazione Energetica, e le tecniche di trasformazione profonda erano più laboriose ma soprattutto molto più lunghe nel produrre i risultati desiderati.

Un concetto interessante che appresi, fu poi che la realtà esterna, cioè le situazioni che viviamo all’esterno ci fanno da specchio, ci mostrano come siamo all’interno di noi. Ad esempio, se c’è qualcosa che ci fa paura, significa che dentro di noi abbiamo accumulato della paura, che ogni tanto trova una situazione esterna per manifestarsi. Se ci arrabbiamo spesso, ugualmente possiamo trasformare la rabbia accumulata e la nostra vita diventerà più pacifica. Se abbiamo problemi nelle relazioni, trasformando con l’Integrazione Energetica le questioni legate alle relazioni, cominceremo ad attirare a noi persone di diversa specie, di diverso carattere, non quel tipo di persona che ci ha fatto disperare fino a ieri.

Capisci ora quanto è importante guardare la realtà esterna con occhi nuovi? In questo modo non ci accaniamo su ciò che ci succede giornalmente, ma ne prendiamo spunto per migliorare e trasformare sempre di più il nostro mondo personale, non aggrediamo le persone con le quali abbiamo qualche dissapore, ma cogliamo quell’occasione per ripulire le nostre interiorità.

“Specchio, specchio delle mie brame, che cosa posso migliorare stamane?”. Questo potrebbe essere il nostro motto, da ora in poi :-)) e l’Integrazione Energetica è di certo un valido aiuto per superare ogni difficoltà.

Un abbraccio

Andrea



giovedì 26 luglio 2012

La vita ordinaria


La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per essere artefici della propria vita ” - n 48


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Carissima/o,

Vorrei che per un momento tu immaginassi di ritornare neonata/o.

Qual è la prerogativa di un bambino? Tutti i genitori lo sanno: è quella di essere accudito in tutto e per tutto. Quindi la prerogativa di un bambino è quella di non avere la capacità di scegliere che cosa fare per sé e sono i genitori o chi per essi che fanno tutto quanto è necessario ed indispensabile per il suo bene, o presunto tale.

Ogni momento della vita, fino ad una certa età, è accompagnato dalle scelte che i genitori, ed altre figure di riferimento, compiono in funzione di ciò che ritengono sia per il bene del bambino stesso. In parole più semplici, il bambino non ha capacità di scelta e gli altri scelgono per lui.

Questo è un imprinting con cui veniamo al mondo e rimane radicato nelle nostre coscienze e nelle nostre cellule per molto tempo. Questo modo di agire dovrebbe venir meno con l’andare del tempo, man mano che il bambino diventa grande, e quando è ormai adulto dovrebbe aver imparato perfettamente a fare scelte per conto proprio. In teoria è proprio così, ma in pratica lo è solo parzialmente.

Infatti, per la maggior parte delle persone, la vita accade.

Che cosa significa questo? Significa che, come da bambini, lasciamo che siano gli altri a decidere per noi. La maggior parte delle persone si lascia trasportare dalle situazioni e dagli eventi come se non avesse la capacità di decidere che cosa è meglio per sè, come se non avesse nessun tipo di potere sulle situazioni, come se non fosse in grado di guidare la barca su cui si trova, lasciandola quindi andare alla deriva. Attribuisce tutto ciò che le accade ad eventi esterni e non a se stessi.

L’esperienza della vita ordinaria ci porta a considerare che è sempre colpa di qualcuno o di qualcosa se le cose non vanno come noi vorremmo. Di volta in volta la colpa è del caso o del destino o della fortuna o della sfortuna oppure è colpa di qualcuno o di qualcosa che è andata in un modo diverso da come ce l’aspettavamo noi. Viviamo tutto ciò che ci accade nell’illusione che sia inevitabile e che ci manchino le capacità o la libertà di operare delle scelte.

Il bravo marinaio invece, impara a governare la sua barca in qualsiasi situazione si possa verificare all’esterno. Se il mare è in burrasca, sa bene come portare a casa sia la sua barca intatta e sia se stesso nelle migliori condizioni. Egli si assume totalmente la responsabilità di ciò che fa o di ciò che non fa per ottenere i risultati desiderati in ogni situazione. Impara e continua ad affinare le capacità di come agire al meglio delle sue condizioni, per il bene suo e della barca stessa.

Se non mi assumo la responsabilità della mia vita, se ciò che mi accade non dipende da me, se non posso farci niente, da un lato elimino in partenza i sensi di colpa, ma dall’altro mi “convinco” di non avere il potere di cambiare le situazioni, tutto procederà in modo automatico e gli altri o gli avvenimenti decideranno per noi.

Che riguardi l’ambito lavorativo, affettivo, finanziario o della salute, spesso evitiamo di assumerci la responsabilità della nostra condizione e lasciamo che tutto ci accada, privandoci di ogni libertà di scelta ed abdicando ogni nostro potere personale.

In questo modo, in questo circolo vizioso, la nostra esistenza assume un costante sapore di insoddisfazione, anche se magari non tutto ci va male. La casualità non riesce sempre a soddisfare tutte le nostre esigenze o bisogni, e spesso non ci permette di risolvere i nostri problemi in molti ambiti personali, rimanendo così insoddisfatti ed infelici.

Le situazioni della nostra vita, direttamente o indirettamente dipendono dalle nostre decisioni, dai nostri comportamenti, dalle nostre scelte ma soprattutto ed in particolare dai nostri pensieri, che producono tutto ciò che abbiamo appena descritto. Qualsiasi situazione della nostra vita dipende dai pensieri che abbiamo messo in gioco, che a loro volta hanno poi creato le emozioni corrispondenti e generato i nostri comportamenti ed influenzato le nostre scelte.

Molto spesso, anche i processi del pensiero vengono considerati un qualcosa che accade. Quante volte avete sentito dire: “sono fatto così, non posso farci nulla”. E’ la classica espressione di chi rifiuta di mettersi in gioco, e spesso non vede né immagina neanche lontanamente la possibilità di apportare variazioni al proprio modo di agire e di pensare. Sarebbe come dire che la mia casa deve rimanere così, nello stesso identico modo, anche fra trecento anni, perché io oggi l’ho pensata così. E’ ovvia l’assurdità di questo modo di porsi di fronte alle situazioni.

“Se vuoi sapere che cosa hai pensato ieri, guarda la tua vita oggi; se vuoi sapere come sarà la tua vita di domani, guarda i pensieri che stai facendo oggi” dice un antico detto orientale.

Le nostre discipline odierne, come la Medicina Psicosomatica e la nostra scienza più avanzata, la Fisica Quantistica, sono ormai arrivate a considerare che la nostra realtà giornaliera non è altro che la proiezione dei nostri pensieri, emozioni ed in particolare delle nostre convinzioni. Questo concetto era già ben conosciuto e presente anche nell’antichità.

Finora, abbiamo avuto dentro di noi il concetto che poco o niente si può cambiare oppure i cambiamenti possono avvenire solo dietro un grande impegno e fatica costanti oltre che in tempi molto lunghi, ma, a fronte di quanto detto finora, si può cominciare ad intravedere un modo diverso di porsi di fronte alla realtà. In anni recenti si sono succeduti diversi metodi e discipline, che hanno puntato il dito proprio sul concetto di Miglioramento Personale.

Avendo intrapreso questo tipo di percorso ben più di trent’anni fa, nel corso del tempo ho potuto acquisire la conoscenza e le tecniche più idonee a produrre cambiamenti interiori in modo semplice e rapido, al fine di portare soluzioni ai nostri problemi, generando un modo nuovo ed efficace di porci di fronte alla nostra realtà, con maggiore responsabilità ed anche con maggior scioltezza.

Nel procedere delle mie ricerche, avendo imparato più tecniche di miglioramento personale ed avendo notato che ognuna ha i suoi limiti, ho assemblato un metodo per poter riuscire a raggiungere gli obiettivi desiderati con facilità e linearità, ed ho chiamato questo metodo Integrazione Energetica.

Usando questo metodo, non è tanto importante il perché abbiamo un certo tipo di problema, ma il “come” si manifesta, quali sono gli elementi implicati, quali i componenti che innescano la sua realizzazione.

Negli incontri di Integrazione Energetica, si cominciano a sciogliere gli strati più consistenti dei nostri problemi, scomporre ciò che ci fa soffrire, ciò che è inefficace, logorante, inquinante per far spazio ad una organizzazione più idonea ed efficace, ad una trasformazione che si riflette poi positivamente sulla qualità della nostra vita.

Scopriremo così che possiamo migliorare di molto noi stessi e possiamo anche migliorare la nostra capacità di essere felici e diventare creatori della nostra realtà.

Un abbraccio

Andrea

 

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