sabato 28 febbraio 2009

Le Relazioni come specchio di noi stessi



INTEGRAZIONE ENERGETICA
La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per ”relazionarsi con semplicità” - n. 35 -
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Carissima/o,
vorrei oggi proseguire la disquisizione sull’argomento delle Relazioni, per dare un po’ di conoscenza rispetto agli aspetti che si sviluppano in questo contesto.

Le nostre relazioni, di qualsiasi carattere esse siano, si sviluppano attorno a tre poli principali:
1) Affinità – quanto mi sento vicino all’altra persona
2) Realtà Comune – tutto ciò che condivido con l’altra persona (ambienti, persone, cose)
3) Comunicazione – tutto ciò che faccio “passare” tra noi due (parole, gesti, comportamenti – verbale o non verbale)

Le Affinità possono esserci coscienti o non coscienti. A volte sappiamo e riusciamo a spiegarci perché una persona ci piaccia (sia che si tratti di un amico/a, di un fidanzato/a, un/a collega o altro). A volte non riusciamo molto bene a spiegarci il perché una persona ci piace, ma nonostante ciò ci piace.
Quante volte ho sentito dire, ad esempio: “Mio marito/moglie non è bello/a, non è intelligente, ma mi piace, ha qualcosa che me lo fa piacere”. Queste alchimie avvengono nonostante la nostra razionalità.

La Realtà comune è rappresentata da tutti i tipi di interesse che condivido con l’altra persona. Sicuramente vi sarà capitato di incontrare un/a collega di lavoro, ad esempio, che non avreste mai avvicinato se non fosse che tutti i giorni ve lo/la ritrovate nel vostro stesso ufficio e dovete condividere gli aspetti del lavoro. Via via che il tempo passa, imparate a conoscerlo/a e da questa conoscenza possono sortire amicizie, amori, condivisioni di altri aspetti (come lo sport, i figli, le vacanze ecc.), oppure avversioni, repulsioni ecc. La Realtà Comune a volte funge da collante, da legame.

La Comunicazione è l’aspetto più importante che produce sicuramente maggior impatto tra noi e gli altri. Noi, per altro comunichiamo sempre: non c’è mai un momento nella giornata in cui non comunichiamo. Infatti, la comunicazione non è solo verbale; è anche non verbale. Il nostro corpo già comunica da solo, senza l’uso della parola. I nostri gesti, i nostri atteggiamenti, le nostre posture dicono di noi molto più di quanto immaginiamo.

Da studi fatti in tempi recenti, risulta che la comunicazione verbale rappresenta circa il 7% di tutta la nostra comunicazione. E’ impressionante questo dato, se pensiamo a tutti i fiumi di parole che spendiamo nelle nostre giornate per far arrivare i messaggi che desideriamo agli altri. Gli esperti ci dicono invece che comunica di più una nostra espressione del viso o del corpo che migliaia di parole.

A me questa situazione è molto nota, non tanto per conoscenza, ma per esperienza diretta: ogni giorno mi capita di riscontrare qualche dissonanza tra ciò che le persone mi dicono e ciò che mi esprimono a gesti, espressioni visive o vocali, posture del corpo ecc. Ciò non significa che io abbia a che fare tutti i giorni con persone bugiarde, ma semplicemente dimostra quanto le persone non si rendano conto che ciò che dicono e ciò che invece pensano profondamente (o è presente nel profondo di loro stesse) sia in dissonanza.

Molte volte le nostre parole esprimono più ciò che desidereremmo che fosse, che non ciò che è realmente presente dentro di noi. In questi giochi di specchi, finiamo per incasinarci e scambiare per vero ciò che è desiderio o illusione con ciò che è reale e tangibile dentro di noi.

Un bel casino, vero? In tutto questo ci viene in aiuto l’Integrazione Energetica, che riesce molto bene a districare molte matasse ingarbugliate. Lo stimolo del nostro stato energetico, o il realizzare la dissociazione mentale da false convinzioni o preconcetti, mette fine a tanti problemi relativi alla nostra comunicazione, prima in noi stessi e poi verso gli altri.

Ritornando per un attimo al discorso iniziale, è necessario che i tre elementi citati, siano in equilibrio tra di loro, altrimenti le nostre relazioni ne soffriranno; il vero polo di attrazione è comunque la Comunicazione ed è su questa che è spesso conveniente lavorare per migliorare le nostre relazioni. Attraverso la Comunicazione si può accedere anche alla conscenza degli altri due aspetti.

Continueremo a parlare di relazioni nelle prossime mails.

Un abbraccio

Andrea

aparim10@yahoo.it

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*****Storie vere

In questa sezione racconterò ad ogni newsletter un caso realmente accadutomi, che si è risolto totalmente con l'impiego dell'Integrazione Energetica. Ecco la storia di questo numero:

Pietro era un ragazzo di circa venticinque anni e il suo problema era evidente: presentava sul viso un’acne diffusa che non gli dava disturbi particolari, a parte un po’ di prurito ogni tanto. Sembrava un tipo sicuro di sé e forte, come la sua stretta di mano, anche se la sua struttura fisica minuta ed ondeggiante avrebbe detto invece che c’era in lui insicurezza.

Anche durante il colloquio si manifestarono questi due aspetti: a volte deciso e sicuro, a volte evasivo e incerto. Il suo pensiero ruotava intorno all’acne ed a quanto, secondo lui, lo limitasse nelle relazioni sentimentali. Quando vidi che il colloquio comunque non arrivava a rendere evidente le cause di tutto ciò, decisi di iniziare a lavorare con l’Integrazione Energetica.

Quasi subito emerse l’aspetto della sua insicurezza, di quanto lui si sentisse insicuro nell’approccio con il sesso opposto. Un po’ dopo, emersero gli aspetti della sua relazione con la madre e di quanto lei gli procurasse insicurezza in quanto sceglieva e decideva per lui in continuazione. In seguito, emerse quanto lui si sentisse sminuito dagli atteggiamenti della madre e ciò gli provocava una mancanza di fiducia verso se stesso ed una incapacità di operare delle scelte autonome.

Fu durante la seduta seguente che ad un certo punto, Pietro ebbe l’immagine di una maschera, rossa piena di punti scuri. Chiesi ulteriori spiegazioni relative a questa maschera e, pian piano emersero tutta una serie di elementi sull’argomento. La maschera era la sua acne e rappresentava da un lato il tentativo di nascondere la sua insicurezza e da un altro punto di vista un modo per tenere lontano le donne, vissute come persone frustranti e castranti. In questo modo, la maschera lo aiutava a non sentirsi costretto ad affrontare una situazione nella quale si sarebbe sentito perdente già dall’inizio, data la sua grande paura di non riuscire.

Dovemmo lavorare per un po’ su tutti questi aspetti, come snocciolando un rosario che prima o poi finisce. E così, anche Pietro iniziò infine a rifiorire, liberato dalle sue profonde convinzioni limitanti e stimolato nell’ andare avanti con le sue forze e decisioni. Man mano che Pietro prendeva decisioni importanti per lui, anche la sua acne lentamente diminuiva ed in capo a qualche mese se ne andò del tutto. Ma ciò che era veramente importante, come mi disse lui in modo deciso, non era più che ci fosse o non ci fosse l’acne, ma l’aver finalmente trasformato la sua anima, che soffriva da molto tempo senza che lui se ne rendesse completamente conto.

Vi ho raccontato questa storia, anche perché ho rivisto Pietro, un pò di sfuggita, proprio qualche mese fa, il quale mi riferì che si è sposato ed ora è quasi dirigente d’azienda. Chi più di un dirigente d’azienda deve prendere decisioni precise e sicure in ogni momento?



***** Ti auguro di migliorare ogni tua relazione *****

domenica 18 gennaio 2009

Le Relazioni Umane


INTEGRAZIONE ENERGETICA
La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per ”migliorare i contatti con il proprio mondo ” - n. 34
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Carissima/o,
parlare di relazioni in questa newsletter è come entrare in un campo minato: ovunque ti giri devi fare attenzione per non incappare in qualcosa di pericoloso.
Qualcuno potrà dire che questa visione è un po’ troppo pessimistica ed effettivamente lo è, ma purtroppo è sotto i nostri occhi quanto nella vita di oggi siano difficili le relazioni.

Con questo non voglio però dire che sia un campo ingestibile, tuttaltro, e come ogni cosa… se sai come funziona puoi anche modificarne a piacere il funzionamento o migliorarlo, ma se non lo sai ti accontenti di andare “in automatico”, che ti piaccia o no e con le dovute conseguenze.

Le relazioni sono uno dei cinque aspetti fondamentali della vita, che sono:
1 – Esserci (io esisto)
2 – Perseverare
3 – Difendersi
4 – Procreare
5 – Muoversi nel mondo, conoscere, comunicare, socializzare

Questi cinque aspetti, che per altro fanno capo ai cinque elementi in natura (acqua, aria, fuoco, terra, metallo) sono proprio quelli che garantiscono la continuità della vita sulla Terra e negli esseri viventi. Quando anche uno solo di questi elementi è in difficoltà, mette in crisi tutto il sistema ed anche la nostra vita individuale.

Ciò la dice lunga su quanto le relazioni siano importanti nella vita e, a meno che non si faccia gli eremiti, ne siamo tutti coinvolti. Per altro le relazioni mettono in moto le nostre emozioni e, come queste ultime, rappresentano un po’ il sale della vita.

Relazionarsi con gli altri significa mettere in moto tutto il patrimonio della nostra memoria (conscia o inconscia) e delle nostre esperienze precedenti.
Che cosa significa? Significa che la nostra vita di relazione diventa lo specchio della nostra vita interiore, ne più ne meno.

Le relazioni non sono altro che l’interazione tra il nostro comportamento ed il comportamento degli altri, dove uno fa da specchio all’altro. Potrà sembrare un po’ sibillina questa frase dello specchio. In realtà, se ci si pensa bene, ogni segnale che ci giunge dall’esterno, innesca in noi un’opportuna reazione da parte nostra.

Non possiamo reagire agli altri se non attraverso un modo che conosciamo già, che abbiamo già sperimentato. Ed anche se stiamo vivendo un’esperienza totalmente nuova, è molto probabile che risponderemo in un modo più o meno simile a ciò che conosciamo già. Solo se l’esperienza nuova riuscirà a far scattare in noi la molla che ci apre ad un altro livello di coscienza, riusciremo a vivere un’esperienza in modo totalmente nuovo. In questo caso, aggiungeremo dei tasselli nuovi alla nostra esperienza già acquisita.

Ecco perché poco fa dicevo che la vita esteriore è lo specchio della nostra vita interiore. Solo se dentro di noi abbiamo maturato un modo equilibrato di rapportarci con tutte le nostre parti interiori, riusciremo ad avere buone relazioni anche all’esterno.

E’ un modo completamente diverso di porci davanti alla realtà, soprattutto in un contesto come quello del mondo di oggi, dove ogni nostra reazione viene giudicata come dovuta a qualcun altro, cioè dando la colpa agli altri per le nostre reazioni più o meno sconvenienti.

“Se lui/lei non si comportasse così, io non mi arrabbierei”. Quante volte sentiamo frasi simili in una giornata? E perché, a questo punto, non ci assumiamo la responsabilità della nostra rabbia (o paura o tristezza ecc.)?

Se do la colpa agli altri non devo mettermi in discussione e mi libero da possibili sensi di colpa. Facile, no? Ma il giochetto dura poco e soprattutto continuiamo a vivere quelle emozioni disturbanti senza via d’uscita, fino a quando non impareremo a relazionarci equilibratamente con le nostre emozioni e tutte le nostre parti.

In questo contesto, l’Integrazione Energetica riesce a compiere quel processo di riequilibrio di tutti quei modelli che ci trasciniamo nella vita e che continuano a portarci sofferenza. Il miglioramento delle nostre relazioni non può che passare dal nostro miglioramento individuale.

Un abbraccio

Andrea

aparim10@yahoo.it

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*****Storie vere

In questa sezione racconterò ad ogni newsletter un caso realmente accadutomi, che si è risolto totalmente con l'impiego dell'Integrazione Energetica. Ecco la storia di questo numero:

Quando vidi per la prima volta Aldo ebbi l’impressione di una persona bastonata, di chi ha ricevuto solo legnate dalla vita. Statura media, un bel fisico ed una buona condizione di salute, almeno apparente, sarebbero stati i giusti ingredienti per una vita se non altro normale, ed invece Aldo aveva un po’ di problemi che lo perseguitavano.

Cominciò con il raccontarmi dei suoi disturbi digestivi, mai troppo gravi ma persistenti e continui. Tutti gli esami fatti e tutte le cure provate non erano riusciti a dare una spiegazione plausibile oltre che una risolutiva guarigione. Tutto ciò stava già affermando che si trattava di una somatizzazione di un qualche problema non ancora evidente.

Andando avanti nel colloquio, Aldo sfiorò l’argomento delle sue relazioni affettive, dicendomi che non era sposato (aveva circa 40 anni) e che aveva relazioni saltuarie e di breve durata con donne che puntualmente lo lasciavano. Siccome aveva tagliato un po’ corto su questo argomento, decisi di non proseguire oltre nel colloquio ed iniziare la pratica, certo che qualsiasi cosa gli fosse stata di disturbo sarebbe poi emersa durante le procedure.

Da sdraiato, lo vedevo teso o meglio trattenuto e neanche quel po’ di respirazioni libere iniziali servirono a cambiare la situazione, sebbene mi riferì di sentirsi bene.
Iniziai a lavorare proprio sui disturbi digestivi, sicuro che mi avrebbero portato alla sorgente naturale di quei problemi. Dopo circa mezz’oretta, Aldo era più disteso e le tensioni alla pancia erano sparite. Lui stesso diceva di non sentirsi così bene da molto molto tempo (era dovuto al raggiunto rilassamento addominale, che non aveva più da molti anni, avendo ormai assunto una tensione permanente nella pancia).

Era già un grande successo, ma consapevole che i miglioramenti non durano molto nel tempo se non vengono estirpate le radici dei problemi, continuai a lavoraci per completare la situazione. Durante l’ultima procedura aveva avuto l’immagine di una donna, una delle sue ultime compagne. Chiesi ulteriori spiegazioni e Aldo mi disse che lei lo aveva lasciato perché lui soffre di eiaculazione precoce e che se ne era andata dandogli dell’impotente.

Lui era ancora molto arrabbiato per quel fatto. Lavorai su quella rabbia ed alla fine della procedura, mi disse che era arrabbiato anche perché lui si sentiva impotente e che quella rabbia era più verso se stesso che verso la sua ex compagna.

Dovemmo lavorare per qualche seduta per riuscire a riequilibrare la sua situazione. Da quella impotenza uscirono diversi aspetti, di cui i fondamentali furono le relazioni con i suoi genitori, che lo frustravano ogni volta che faceva qualcosa di nuovo. Quei comportamenti ripetuti, avevano installato in Aldo la convinzione di non aver potere per realizzare ciò che gli stava a cuore, di essere un incapace e tante altre cose legate all’argomento.

Aldo resuscitò a nuova vita dopo quella piccola serie di sedute. Liberato dalle radici dei suoi problemi, cominciò ad esplorare il suo mondo in modi diversi ma soprattutto più congeniali alle sue esigenze e dopo qualche mese iniziò una nuova storia affettiva che dura ancora al giorno d’oggi (sono passati circa quattro anni).




***** Ti auguro di liberare tutta la “tua” creatività *****

domenica 28 dicembre 2008

Sensazioni e cause oggetive



INTEGRAZIONE ENERGETICA
La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per ”integrare tutte le nostre parti ” - n. 33 -
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Carissima/o,
questa newsletter non era in previsione, pensavo di mandarla in vacanza fin dopo l’Epifania, ma visto che mi sono arrivate due obiezioni alla mail precedente, colgo l’occasione di rispondere, oltre che a farti i miei migliori Auguri di Buon Anno 2009.

La prima obiezione è: “hai parlato dei pensieri e non più delle sensazioni”.
Ahi, ahi, ahi Andrea; a volte sei un po’ distratto! ! ! Ebbene si, lo ammetto, mi sono perso nella spiegazione della dinamica dei pensieri in relazione alle emozioni e mi sono dimenticato di proseguire il discorso sulle sensazioni.
Ok, lo faccio ora.

Le sensazioni sono il linguaggio del nostro corpo: esso comunica con noi in questo modo, facendoci “sentire” in un certo modo in un dato momento ed in una certa situazione. Il linguaggio sensitivo del nostro corpo è forse l’area meno esplorata di tutto il nostro essere, insieme alla conoscenza del cervello (chissà mai che un giorno si scopra che questi due aspetti siano intimamente collegati tra di loro!). Per altro, mentre le emozioni hanno dei nomi specifici, le sensazioni sono rimaste nel vago anche nel nostro linguaggio parlato, per cui a volte ci sentiamo in un certo modo ma non sappiamo descrivere come.

Dato che non ci sono particolari studi in merito, ti posso citare solo la mia esperienza trentennale di pratiche fisiche psicosomatiche. Il nostro corpo produce sensazioni in continuazione, ma forse noi non siamo così avvezzi ad ascoltarle e soprattutto a riconoscerle. Molto spesso poi, le sensazioni fanno scattare subito i pensieri e le emozioni, generando un groviglio a volte inestricabile.

Facciamo un esempio. Se una persona mi accarezza sulla pancia, che sensazione fisica provo? E’ difficile descriverla; non esistono termini nel linguaggio che definiscano quella sensazione. Di solito si riesce a dire: è bello, è piacevole oppure è brutto, è sgradevole; niente di più.
Ora, il fatto che qualcuno mi accarezzi la pancia, quasi sempre fa intervenire la nostra mente, la quale interpreta quel fatto in un suo modo soggettivo. Se fosse mia moglie che mi accarezza, la mia mente forse dirà: ah, che bello, mia moglie mi vuole bene, mi ama. Se fosse un amico a fare la stessa cosa, forse la mia mente direbbe: che stronzo, mi controlla quanto grasso ho accumulato ultimamente :-))

La sensazione fisica è la stessa e le interpretazioni diverse. Per altro, in questo secondo caso è possibile che io registri quei pensieri in un modo tale che la prossima volta che succederà, il mio pensiero farà scattare una reazione negativa su quell’evento. Quindi il mio pensiero, la mia mente è in grado di modificare anche la reazione alle sensazioni e la prossima volta avrò una sensazione negativa quando mi viene accarezzata la pancia da un amico :-))

Il fatto in sé è neutro-positivo; se noi potessimo esentarci da qualsiasi tipo di visione, interpretazione o di esperienza precedente, il sentire delle carezze sulla pancia ci farebbe sentire piacevolmente bene. L’interpretazione, attivando i propri filtri mentali, può modificare o addirittura capovolgere la situazione.

Nel lavoro di Integrazione Energetica, molte volte mi è capitato di rilevare dei riscontri negativi su sensazioni che di per se erano positive, e ciò dava il via ad una catena di pensieri/emozioni… indovina un po’ come? Ovviamente negativi e distruttivi. Poi con la tecnica, tutto veniva ribilanciato e disinnescato.


Il secondo chiarimento che mi è stato richiesto è il seguente: “Se io sono triste perché mio marito mi picchia, sono di fronte ad una causa oggettiva, vero?”
Le cause oggettive sono più rare di quanto si pensi e di fronte ad una causa oggettiva siamo certi che la causa è esterna anche se possiamo fare le opportune suddivisioni.

Il fatto che mio marito mi picchia (spero che sia solo un esempio e la lettrice non abbia di questi problemi!!) è il vero fatto oggettivo. Il mio essere triste è una reazione soggettiva (anche se comprensibile). Di fronte a questo fatto, potrei “reagire” in mille modi diversi: con rabbia, con rassegnazione, con paura, con violenza ecc. ecc. Il fatto che io reagisca con tristezza è soggettivo e può avere uno specifico significato per me. Inoltre, questo tipo di reazione emotiva andrà sicuramente ad influenzare le decisioni che prenderò (ammesso che ne prenda) per risolvere od uscire da questa situazione.

Lavorando su un fatto come questo con le tecniche dell’Integrazione Energetica, si vanno a riequilibrare tutti gli aspetti della situazione e la persona poi sarà più libera e maggiormente in grado di fare le opportune scelte per uscire da quella situazione.

Un abbraccio

Andrea

aparim10@yahoo.it



***** Ti auguro un meraviglioso Nuovo Anno 2 0 0 9 *****
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martedì 23 dicembre 2008

Auguri............................


Ti auguro uno splendido Natale ed un Nuovo Anno
di tanta Felicità. Auguri - Andrea

La Natura delle Emozioni



INTEGRAZIONE ENERGETICA
La Newsletter gratuita di Andrea Parimbelli per ”fare pace con le proprie emozioni ”
- n. 32 -
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Carissima/o,
riprendo ancora una volta l’argomento “emozioni”; lo ritengo troppo importante e realmente è davvero importante nelle nostre vite, in quanto le emozioni sono sempre presenti.

Giorni fa leggevo un articolo sulle nuove tendenze delle Neuroscienze e mi ha colpito una frase in cui si diceva apertamente che gli studiosi ed il mondo medico considera le emozioni non razionalizzabili, cioè incomprensibili nella loro genesi o a cui non è possibile dare una spiegazione razionale.

Io non ho ancora avuto modo di confrontarmi con altri studiosi, ma nella mia esperienza di Integrazione Energetica posso dire che le emozioni sono spiegabilissime (se lo vogliamo fare, anche se nell’Integrazione Energetica non è per niente necessario).

Innanzitutto possiamo dire che le emozioni sono generate da due aspetti diversi: i pensieri e le sensazioni. A volte concorrono tutti e due gli aspetti insieme. Nel caso dei pensieri, possiamo dire che le emozioni non sono altro che la sintesi di una catena a volte lunghissima di pensieri, dei quali vediamo solo l’inizio e la fine; l’inizio è rappresentato dalla causa scatenante, la fine è rappresentata dall’emozione stessa, che non è altro che il risultato della causa scatenante. Non conosciamo più o abbiamo dimenticato la parte intermedia, cioè quei passi necessari a portarci dalla causa all’effetto. Dimenticando i processi intermedi, automaticamente la causa produce l’effetto, senza che noi si possa intervenire per modificare la situazione.

Facciamo un esempio, per essere più chiari. Vedo un ragno. Questo piccolo essere, qualche milione di volte più piccolo di noi, a qualcuno produce una paura terribile o addirittura il panico. E’ giustificabile? No, ovviamente; il nostro potere è talmente grande che un esserino così piccolo può essere annientato in meno di un secondo.

Ma qual è la possibile catena di pensieri che porta a quell’emozione? Facciamo un possibile esempio. So che i ragni pizzicano, mordono. Mi ricordo mia cugina che ha avuto un braccio gonfio per 15 giorni, ha avuto molto dolore e piangeva. Io non voglio essere morso. Non voglio stare male. Voglio scappare il più lontano possibile dal quell’essere spregevole. Ecc. ecc………

Il nostro cervello, che tende a sintetizzare per operare più velocemente, memorizza che i ragni sono pericolosi e che reagendo con la paura ci metterà in salvo da possibili pericoli. Quindi… un ragno = paura, panico. E non importa se ci sono dei ragni che non mordono: una volta innescato il processo, per effetto della generalizzazione, avremo paura dei ragni e di tutto ciò che gli assomiglia.

In altri termini, possiamo dire che le emozioni sono una sorta di neuroassociazioni, una formazione o struttura di pensieri (e neuroni) di cui le emozioni sono una sintesi bio-psicologica.

Nell’Integrazione Energetica, attraverso lo stimolo dei punti energetici od altro, non abbiamo bisogno di ricostruire ed elaborare a ritroso tutti i tipi di pensieri che hanno dato origine a quell’emozione (anche se molto spesso emergono da soli, durante il trattamento), ma semplicemente viene scollegata la loro relazione e quindi disinnescata la reazione o emozione.

Ecco perché l’Integrazione Energetica è un metodo rapido anche in presenza di reazioni o strutture molto complesse; non c’è bisogno di fare indagini o analisi. Basta lavorare direttamente sui dati di fatto (ragno=paura). In seguito si lavora su tutto ciò che emerge durante il trattamento, ma solo se è di importanza tale da aver bisogno di ristrutturazione per la risoluzione del problema.

Attraverso l’Integrazione Energetica, le emozioni non sono dei processi incontrollabili e per i quali non è possibile operare un cambiamento; sono gestibilissime, forse mai così gestibili come ora e possiamo ristrutturare tutte quelle che ci disturbano, anche se spesso riteniamo che la causa delle nostre emozioni negative siano imputabili agli altri e non alle nostre neuroassociazioni.
Direi che il vero deterrente nel voler riconoscere ed aver voglia di ristrutturare le nostre emozioni negative è proprio il fatto che siamo fermamente convinti che la colpa/causa di esse è da imputare ai comportamenti degli altri e non ai processi che abbiamo prodotto all’interno di noi stessi.

Per bypassare questo impedimento, è sufficiente anche solo aver voglia di stare meglio e produrre cambiamenti positivi che ci conducano ad una miglior qualità della nostra vita.

Un abbraccio

Andrea

aparim10@yahoo.it

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*****Storie vere

In questa sezione racconterò ad ogni newsletter un caso realmente
accadutomi, che si è risolto totalmente con l'impiego dell'Integrazione Energetica.
Ecco la storia di questo numero:

Dora mi contatta dopo aver letto alcune delle mie newsletters mandategli da un’amica. E’ una signora sulla quarantina di aspetto gradevole e mi chiede aiuto in quanto da qualche anno a questa parte è sempre molto stanca, fa fatica a fare le scale e a fare qualsiasi piccolo sforzo, ha frequenti palpitazioni cardiache.

Mi dice che ha fatto un po’ tutti gli esami clinici, dai quali non è emerso un granché. Ha provato anche a prendere per diverso tempo degli integratori erboristici per aumentare l’energia, che gli hanno dato un momentaneo sollievo, ma come riduce le quantità o smette di prenderli ricade nel tipo di sintomi di cui si parlava prima.

Dora si sente un po’ esasperata dalla situazione e ritiene che alla sua età non è ancora tempo per sentirsi così giù. Dal colloquio emerse che un anno prima gli era capitata anche un’emorragia intestinale, non grave ma con un po’ di perdite di sangue rilevabili nelle escrezioni. A me, tutti questi sintomi facevano pensare ad una forma anemica e lei mi confermò che in alcuni esami precedenti, i relativi valori erano sul limite inferiore della tollerabilità ma non ancora nella zona di allarme, motivo per cui il medico non aveva ritenuto opportuno dare farmaci idonei ma solo consigli sull’alimentazione.

Procedetti con le mie tecniche per esplorare le situazioni che tenevano in piedi questo stato di cose. Iniziai ad applicare le procedure dell’Integrazione Energetica e nei colloqui tra una pratica e l’altra, emerse che Dora procedeva nella vita con grande sforzo in tutto ciò che faceva, che si trattasse di lavoro, famiglia o quant’altro.

Mi chiedevo e gli chiesi quale potesse essere il motivo di tutto ciò, e lei mi rispose che era normale così, quasi come se gli stessi chiedendo una cosa stranissima. Facendo domande e parlando, scoprii che lei si sentiva di affrontare le situazioni in solitudine, senza mai chiedere aiuto a nessun’altro e per contro mi diceva di sentire un certo senso di abbandono.

Una sensazione di scoraggiamento, associata anche ad una strisciante poca voglia di vivere, emerse evidente quando Dora mi disse/chiese: “Se tutto nella mia vita è così difficile e pesante, tanto varrebbe farla finita, non credi?” Le risposi che quello era il solo modo che lei aveva imparato per affrontare le situazioni della vita.

Sembrò rincuorata da quella mia risposta ed allora continuai a farle un po’ di Integrazione Energetica per sciogliere questi modelli di vita. Fu ad un certo punto che molti ricordi affiorarono alla sua mente e Dora si ricordò che da bambina veniva spesso lasciata in casa da sola, quando i genitori andavano al lavoro,
e gli venivano dati dei compiti da svolgere in casa che doveva fare alla perfezione, pena il ricevere molte sgridate o sculacciate o castighi.

Il suo modello di vita era diventato: “devo fare tutto, bene e da sola se no mi fanno del male e non ho più l’amore dei genitori”. Questo schema era diventato il filo conduttore di tutta la sua vita, che lei applicava inconsciamente ad ogni evento o situazione personale.

Procedendo con l’Integrazione Energetica, cominciò ad emergere un senso di leggerezza che sconfinava in un senso di piacere del tutto insolito per lei. Perfino il respiro diventò più profondo e piacevole, al punto in cui neppure lei si capacitava del perché respirasse così profondamente e piacevolmente.

Liberata da questi pesanti fardelli, Dora iniziò a vivere in un modo diverso e soprattutto permeato da una nuova libertà: quella di decidere di volta in volta ciò che voleva o non voleva fare od essere, ciò che le piaceva o non le piaceva. Ciò ebbe un effetto positivo in tutti gli ambiti della sua vita.





***** Ti auguro di perseverare nel tuo miglioramento personale *****
 

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